BRERART: Trafitte di Silvia De Baraba c/o La Tenda

Sapore di mare 18690003

Silvia De Barba
TRAFITTE
a cura di Chiara Canali

Dal 23 al 27 Ottobre 2013
Inaugurazione 23 Ottobre h. 18.00

E come mai piovono aghi da lassù?
e siamo bambole voodoo trafitte in ogni punto ormai
Davide Van De Sfroos

Nell’ambito di BRERART, la Settimana dell’Arte Contemporanea, LA TENDA ha il piacere di presentare la personale della fotografa e scultrice Silvia De Barba.

L’artista da anni si ispira all’iconografia della bambola per realizzare sculture kitsch in cui le bambole di plastica, ceramica o altri materiali sono celate da pezzi di stoffa, fasciate e compresse in gomme in lattice colorato e poi trafitte con spilli di acciaio e plastica, per suggerire una nuova configurazione della corporeità femminile.

Il processo ideativo di Silvia De Barba non si arresta a questa operazione chirurgica e certosina, ma prosegue con lo studio anatomico dei corpi e dei volti delle bambole, sbozzate a china su fogli di carta bianca Fedrigoni-Fabriano e poi colorate a veloci tratti di pennarello.
La comprensione dei corpi scolpiti e dei volumi disegnati si somma allo studio del movimento e della luce nella serie degli scatti fotografici che ritraggono le bambole in set naturali e paesaggistici oppure artificiali e chiusi, trasmettendo un senso di occultamento e angoscia claustrofobica.
Un rituale, di matrice estetica-concettuale, che rimanda a forme di rappresentazione sacra e profana, dall’iconografia religiosa del San Sebastiano ai riti magico-esoterici dei voodoo.

Bambole, automi, manichini come le opere-corpi del dadaista polacco Bellmer, diventano sorte di “feticci addomesticati” che scompongono ogni banalità e realismo del quotidiano grazie allo strappo delle stoffe, alla costrizione delle plastiche, alla trafizione delle giunture e al riassemblaggio degli elementi secondo modularità liberate.
Le bambole di Silvia De Barba dissolvono l’atto mimetico e fotografico in gesto creativo e riconducono le diverse identità a forma simbolica, rielaborando le immagini dei corpi delle donne come icone votive.
L’olandesina, La giapponesina, La russa, La brasiliana, La spagnola, La contadinella, La straccetta sono stereotipi femminili che disvelano come da sempre il corpo della donna e la sua dimensione culturale siano stati il palcoscenico per l’espressione di paradigmi metaforici ideali e corporei.

Il percorso espositivo è costituito da cinque fotografie: “Sapore di mare”, “Rombi rossi su carta”, “Le gambe delle donne”, “Cuore d’ottone e gomma gialla”, “L’olandesina per aria”; nove sculture incluse nel plexiglass: “Rombi rossi su carta”, “La giapponesina”, “La gomma rosa”, “La russa”, “La brasiliana”, “La spagnola”, “La contadinella”, “Lo spauracchio” e “La straccetta”; e cinque disegni: “Rombi rossi su carta”, “La contadinella”, “Le gambe delle donne”, “Amore divino”, “La damina”.

“… oggi il sacro e profano, tema della bambola, viene rivisitato con un mix di ricerca e follia di Silvia De Barba, un’artista e designer di gioielli, laureata in architettura e attratta dalla moda …” Repubblica, 2007.

Cenni biografici
Silvia De Barba nasce a Gallarate nel 1976. Vive e lavora a Milano.
Laureata in architettura, dal 1996 è artista, fotografa e scultrice. Nel 1999 partecipa ad Artissima di Torino e a Milano è presentata in catalogo da Pierre Restany su “Pubblicità: una vista dall’arte” in collaborazione con Philip Morris e il Museo della Scienza e della Tecnica.
Nel 2004 si trasferisce a Palazzo Berardi a Roma, luogo che ha visto emergere molti artisti. A Cinecittà stringe amicizia con persone dello spettacolo come il coreografo e regista Luca Tommassini che diventa un suo grande estimatore in quanto vede nei suoi ritratti fotografici un sapore di Pop Art e la chiamerà per lo studio di una tournée ispirata al mondo delle sue bambole.
Nel 2006 partecipa alla collettiva Bordertime a Palazzo Borri di Parma.
Nel 2007 partecipa con “7 bambole sottoplexiglass” al video di S. Remo Vivere Normale di Francesco e Roberto Facchinetti che il regista Luca Tommassini riprende abilmente a ritmo di effetti sonori alternando i fantocci di plastica dell’artista ai corpi viventi delle comparse. La location è lo Spazio Armani di Milano. Sempre nel 2007 partecipa alla Quinta edizione di Photofestival con “Le bambole ballerine” ispirate alle coreografie e regie di Tommassini che la chiamerà a partecipare con le sculture-bambole e i gioielli-armature al video del cantante di Los Angeles Kenan girato al castello di Collalto Sabino. Dal 2007 al 2010 lavora per la creazione personalizzata di gioielli e guardaroba di una famiglia regnante degli EAU.
Nel 2011 crea “I colori di gomma sulla bambola nera” e le foto de “Il Re e la Regina” che fanno da scenario al video di Anna Tatangelo “Bastardo” per S. Remo, sempre con la regia di Luca Tommassini.
In “Strong Bow Gold”, festa di Heineken con direzione artistica di Luca Tommassini, fa un performance disegnando in pochi minuti, con pennarelli e spray, a tempo di musica, una parete di 15 metri di stoffa.
Infine, l’artista architetto realizza la scultura “Una bambola per Patty Pravo” in occasione dell’evento D&B (art director Luca Tommassini) consegnata alla cantante come premio alla sua carriera a Flero, Brescia.

LA TENDA
Boutiques in Milano
Via Solferino < via Ancona
Tel. 02.6575804
info@latendamilano.com

Orari:
da giovedì 24 a domenica 27 ottobre dalle 10 alle 19
Sabato 26 ottobre dalle 10 alle 22

MORE INFO:
http://www.artcompanyitalia.com
info@artcompanyitalia.com

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